Tassa di btc


Telegram Come funziona la tassazione sulle cripto valute per le persone fisiche. Cerchiamo di comprendere e fornire una risposta di taglio pratico alla domanda relativa alla tassazione sulle compravendite cicli dei prezzi bitcoin cripto valute, prelievi di cripto valute e anche scambi di cripto valute o tassa di btc da un wallet ad un altro, in capo al titolare del conto.

Complesso è senza dubbio il progresso tecnologico che si attua con una velocità maggiore rispetto alla definizione del contesto e del paradigma normativo e legislativo di riferimento. Comprendere quindi se e in che misura e modo inserirle nella dichiarazione dei redditi del titolare. In assenza di una specifica normativa applicabile al sistema delle monete virtuali, la predetta sentenza della Corte di Giustizia costituisce necessariamente un punto di riferimento sul piano della disciplina fiscale applicabile alle monete virtuali e, nello specifico ai bitcoin.

Tassazione delle criptovalute e dei Bitcoin: fonte normativa Per conoscere la fiscalità connessa alle cripto valute cerchiamo di partire dalla fonte normativa principale che affonda le proprie radici nella costituzione italiana. Ritroviamo poi nel famoso articolo 53 della Costituzione Italiana che tutti sono tenuti a tassa di btc alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Cosa sono le criptovalute per la legge e per il fisco

Il sistema tributario manipolazione future bitcoin uniformato a criteri di progressività. In questo modo il cittadino, insieme agli altri ripartisce in modo equo le spese della pubblica amministrazione per la produzione di beni e le rogazione di servizi pubblici. Per chi non lo conoscesse parliamo del d. È bene chiarire fin da subito alcuni concetti riguardanti la tassazione delle cripto valute e dei Bitcoin.

Non troviamo infatti un articolo del Tuir specificatamente dedicato alla tassazione di questi valori mobiliari.

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Questo naturalmente genera un problema a livello di codificazione civilistica e fiscale della fattispecie potenzialmente imponibile fiscalmente. Tuttavia difficilmente è una tassa di btc di reddito sfugge alla tassazione in virtù di tale principio. Come è facile attendersi parte della dottrina cerca di escludere da tassazione queste grandezze o quantomeno di posticiparne la tassazione o di ricondurla fattispecie soggetti a tassazione agevolate o forfettarie.

Tuttavia dal punto di vista fiscale la domanda da porsi è che cosa sono oppure a che cosa sono assimilabili le cripto valute. Alcuni sostengono che trattasi di certificati di massa, altri che trattasi di valute. Altri addirittura sostengono che sono veri e propri merci al pari di scarpe o banane. Altri si limitano a dire che sono strumenti finanziari. Naturalmente dietro ciascuna di queste diverse interpretazioni vi sono diversi trattamenti fiscali e quindi potenziali risparmi in termini di tasse da parte del soggetto titolare.

Sicuramente nel breve periodo sarà difficile che queste abbiano un proprio corso data ancora la non assoluta certezza e la scarsa regolamentazione a cui sono soggette. Questo è bene di marcarlo in quanto ormai sappiamo che anche su autoscout alcuni concessionari si fanno pagare in cripto valute o monete virtuali tuttavia sappiamo che seppur prendono tale nome in realtà non hanno un corso legale per cui non soddisfano determinati requisiti e standard di sicurezza per cui dovete sapere quella cui andare incontro qualora effettuato i pagamenti in questo modo.

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Viene più facile quindi immaginare che il pagamento sulla base di cripto valute venga richiesto più che altro per cercare di eludere la normativa fiscale e non sottoporre a tassazione la vendita. Tuttavia sappiamo benissimo che anche le monete non virtuali ma materiali, al tempo dovevano essere riconosciute e quindi i paesi con le banche emittenti dovevano rispettare determinati requisiti e standard.

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Come fare allora se non abbiamo una vera e propria definizione? Ci viene in soccorso la Corte di Giustizia Europea che per prima inizia a introdurre il concetto di valute virtuali che, anche senza essere considerati mezzi di pagamento legali, costituiscono comunque un mezzo di pagamento accettato dalle parti di una transazione.

Del resto, seppur non immediatamente qualificabili come grandezze disciplinate dal Tuir, è indubbio che le cripto valute siano considerati dei mezzi di pagamento che siano accettati da alcune controparti e comunque dalle parti che caratterizzano uno scambio.

Già in un primo articolo di diversi anni fa cerca ai di far comprendere bitcoin valore euro, aldilà del riconoscimento legale della cripto valuta, era importante far emergere il concetto di capacità contributiva da parte del contribuente che realizza un profitto da questo strumento di pagamento. Anche perché dalla compravendita possono generarsi delle plusvalenze imponibili o anche delle Minusvalenze che potrebbero essere deducibili dal reddito fiscale.

Inutile dire che la prima cosa che viene in mente nel parlare delle cripto valute sono le plusvalenze e tassa di btc minusvalenze di negoziazione che possono essere generate dalla loro compravendita. Nonostante tassa di btc in dottrina ci sono ancora persone che spingono affinché queste grandezze non siano assimilabili a degli impieghi di capitale.

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Non ne conosco veramente il motivo in quanto trattandosi di grandezze che sono negoziate risulterebbe difficile non assimilarla redditi di capitale. Diversamente se sono assimilabili a delle valute, come è ragionevole attendersi per la tassa di btc con cui sono state create e per le metodologie di circolazione delle stesse appare evidente che la metodologia da seguire per trattarle è quella che vediamo anche per altre valute estere. Da una parte riscontro che la cripto valuta è assimilabile ad un valore mobiliare e più precisamente a una valuta estera tassa di btc rappresenta senza dubbio un diritto a cedere o acquistare a termine degli strumenti finanziari.

Sappiamo che il legislatore non consentirà mai questo approccio anche se in linea teorica le plusvalenze e le minusvalenze da negoziazione, derivanti oggi da questa tipologia di grandezze economiche, potrebbe effettivamente avere i margini per sfuggire ad una tassazione, non essendo ancora ben definito il quadro normativo di riferimento.

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Viene difficile tuttavia immaginare che nel momento in cui un contribuente realizzi magari Criptovalute come valute estere: tassazione Appare ragionevole considerarle a mio avviso come delle vere e proprie valute estere.

Se dovessimo seguire questo ragionamento ci viene in soccorso tassa di btc Risoluzione numero 67 del Questa risoluzione aveva come riferimento la tassazione delle plus e minus sul FOREX ve lo ricordate oppure già ve lo siete scordato? Pertanto, è espressamente esclusa la possibilità di consegna fisica dei controvalori della valuta intermediata.

Ne consegue che al termine della giornata lavorativa il cliente non potrà mai avere una giacenza di valuta estera. Inoltre, per evitare di attrarre a tassazione fattispecie non significative, il comma 1-ter del medesimo articolo 67 del TUIR prevede che la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di valute rivenienti da depositi e conti correnti si ha solo nel caso in cui la giacenza in valuta nei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente sia superiore a euro La seconda fattispecie, prevista dalla successiva vendi bitcoin accra c-quatertassa di btc rilevanza fiscale alle operazioni che determinano un obbligo di acquistare o cedere tassa di btc termine valute estere, con la conseguenza che eventuali operazioni per le quali tale obbligo non sorge non possono rientrare nella fattispecie impositiva in esame.

In particolare, sulla base degli effetti giuridici che ne scaturiscono è possibile distinguere due diverse categorie di contratti.

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Tale disposizione, come chiarito dalla Circolare n. La finalità di questa norma consente la verità è che le specie non sarebbero significativamente apprezzabili dal punto di vista del gettito erariale. Tuttavia anche questa interpretazione ha dei punti deboli in quanto il deposito di cripto valute non è un deposito riconosciuto al pari di un conto corrente bancario facente parte del circuito internazionale.

Seguendo questo ragionamento in una prima istanza si potrebbe addurre come motivo della non imponibilità il fatto che queste cripto valute sono custodite dai privati. Tassa di btc verrebbero quindi a creare due scenari secondo cui se il contribuente persona fisica gestisce tutto in casa e si colloca al di sotto di quelle soglie sopra definite potrebbe sfuggire dalla tassazione.

Il che, a mio modesto avviso, potrebbe rappresentare un male in quanto contribuisce ad esporre il contribuente alla ricerca continua di nuove forme di impiego e di circolazione delle monete virtuali. Superamento della franchigia e tassazione delle criptovalute Una volta superata la franchigia dei Una volta superata la soglia sarà necessario effettuare il calcolo della plusvalenza imponibile fiscalmente ai fini IRPEF.

Per il calcolo sarà necessario mettere a confronto il costo di acquisto della moneta virtuale e il prezzo di vendita. La metodologia in sintesi è la stessa che avremo con qualsiasi altra più valenza tassabile. Questa plusvalenza non sarà tassabile in quanto avete rispettato la soglia sopra indicata.

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La plusvalenza sarà quindi tassabile. Tassa di btc vi siano stati più acquisti si prenderà costo medio ponderato ossia la media ponderata gli acquisti. La quantità serve in quanto nel caso di più acquisti e vendita sarà necessario quantificare il CMP o costo medio ponderato ossia prezzo X quantità.

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Prezzo vendita Cripto valuta Per quello che concerne il prezzo di vendita invece prenderemo in considerazione il controvalore in euro alla data di realizzo.

Conclusioni In sintesi, la tassazione dei redditi generati dalle criptovalute sono assimilabili ad un reddito diverso ex articolo 67 o 68 del Tuir. La tassazione delle operazioni di compravendita che rispettino tempi e franchigie sopra riportate potrebbero essere escluse dalla tassazione. Al superamento della franchigia o anche delle tempistiche di giacenza si verrebbero a creare delle fattispecie imponibili e tassabili al momento del realizzo ossia della vendita o conversione in una valuta avente corso legale.

Tassazione delle criptovalute e dei Bitcoin: fonte normativa

In parole povere le plusvalenze realizzate dalla negoziazione di Bitcoin o da altre cripto valute siano tassate sulla base degli ordinari scaglioni di reddito Irpef.

Questo sia nel caso superino sia nel caso non superino al soglia prevista per le valute estere che invece un corso legale. Come potrebbe facilmente immaginarsi assisteremo fiumi di articoli di dottrina che cercheranno di sostenere la non imponibilità di queste grandezze sulla base di elementi tecnici e sostanziali che riguardano le caratteristiche e il funzionamento di queste valute virtuali.

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Coloro che giungono alla non assimilazione dei proventi generati dalla negoziazione delle cripto valute a fattispecie imponibili non possono trovarmi concorde.

Non è infatti ragionevole escludere dalla tassazione dei proventi generati che aumentano realmente la capacità contributiva del contribuente.

Tuttavia sconsiglio di intraprendere un percorso aggressivo verso il fisco a meno che non abbiate la capacità economica sufficiente a sostenere le conseguenze di un mancato riconoscimento della non imponibilità con applicazione di sanzione e interessi nonché del costo del contenzioso. Le probabilità infatti che il legislatore riconosca la non imponibilità dei proventi è piuttosto remota nonostante la non completa definizione del quadro normativo vigente.