Commercio bitcoin guerra, La Cina dichiara guerra alle criptovalute. E i Bitcoin crollano del 10 per cento


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Dal 12 al 23 maggio il valore del Bitcoin è sceso da Ma il crollo si deve a una pluralità di fattori, tra cui un ruolo centrale è stato giocato dalle misure poste in essere in Cina contro le criptovalute. Al momento le transazioni in criptovaluta nel gigante asiatico sono vietate dalma per i cittadini non è fatto divieto di possederne.

Pechino ha vietato alle istituzioni finanziarie di fornire servizi legati alle transazioni realizzate con le monete digitali. Ha anche sconsigliato le speculazioni con le criptovalute.

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La commissione provinciale per lo sviluppo e la riforma ha pubblicato la prima proposta più concreta appena quattro giorni dopo gli indirizzi emersi in un comitato del Consiglio di Stato, il governo centrale cinese, che ha sollevato la necessità del giro di vite su commercio e mining di Bitcoin a tutela della stabilità finanziaria. Il 18 maggio tre associazioni finanziarie cinesi facenti capo allo Stato avevano infatti avvertito i loro membri banche, società di pagamenti e altre istituzioni finanziarie di evitare qualsiasi attività di finanziamento legata alle criptovalute attraverso un comunicato diffuso sulla piattaforma Commercio bitcoin guerra.

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Il 19 maggio la Mongolia Interna, provincia cinese tra i principali hub mondiali di mining di Bitcoin, ha diffuso otto misure per eliminare le attività di creazione delle criptovalute. Articoli correlati.